mercoledì 23 maggio 2012

Sondare il terreno


Giornata impegnativa oggi, da tutti i punti di vista.
Il "gruppone master" si sta muovendo con le dinamiche solite di tutti gli insiemi di persone eterogenee.
Ieri ci hanno detto che da gruppo dobbiamo diventare squadra: un percorso lungo e complicato da fare.
Ognuno di noi, secondo me, sta cercando di sondare il terreno.
Tra di noi si stanno instaurando rapporti più stretti a seconda delle sensazioni che ciascuno di noi sente, insomma dell'individuo che tra di noi ci attrae "di più "a pelle".
In aggiunta facendoci lavorare in un gruppo ogni volte diverso, si stabiliscono per forza di cose delle interelazioni. Su questo aspetto quindi iniziano sono nati i primi contrasti: lavorare assieme non è semplice tanto più quando lo fai con dei perfetti sconosciuti.
I conflitti generano pettegolezzi che distruggono una squadra.
Molto spesso i conflitti sono generati a loro volta dalla non percezione delle cose e dal conseguente giudizio negativo che qualcuno ha su qualcun'altro.
Ciò che temo dunque, oltre al formarsi di gruppetti stile asilo nido, è presentarmi e mostrarmi nel modo sbagliato all'interno dei gruppi di lavoro.
Per esperienza nella mia ditta, che non è altro che un gruppo di lavoro, so di essere carismatica e leader e questo molto spesso non piace, soprattutto ad altri leader.
Spero dunque di far vedere ciò che sono e basta.
Ci sarannno incomprensioni, divisioni e competizioni in questi sei mesi che ci aspettano ma spero anche condivisioni e crescita di rapporti pesonali.
Dopotutto questo pensiero un po' negativo elaborato durante la giornata, arriva come per magia una conversazione nel tratto metro-stazione con G. che mi fa capire che al mondo ci sono persone che condividono i miei pensieri, le mie aspettative, le mie sensazioni e mi fanno stare bene
Adotterò anche io la tecnica del sondare il terreno, col sorriso.

1 commento:

  1. L'importante è che tu rimanga te stessa sempre

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